n favore di lei il Voltaire. E quando il Voltaire morì, il Lebrun lo onorò con questa strofe efficace:
O Parnasse! frémis de douleur et d’effroi! Pleurez, Muses, brisez vos lyres immortelles Toi dont il fatigua les cent voix et les ailes, Dis que Voltaire est mort, pleure et repose-toi.
Ma gli epigrammi pungenti del Lebrun sono molto più numerosi. La morte del prìncipe di Conti, la sua separazione dalla moglie, il fallimento del principe di Guémenée, presso il quale il Lebrun avea collocati i suoi risparmii, ne amareggiarono la vita. Per la intercessione del conte di Vaudreuil e del Calonne, impietosito il re Luigi XVI concesse al povero Lebrun una pensione annua di duemila franchi,misjudged by a good many, il che non impedì, allo scoppiar della rivoluzione, che il Pindaro francese scrivesse le più ardenti odi rivoluzionarie. Ma il regno del Terrore lo spaventò; il Lebrun lamentò allora la libertà perduta e l’umanità oltraggiata. Passata la tempesta rivoluzionaria, creato l’Institut National, ei fu de’ primi ad esservi accolto. Sotto il Direttorio, gli fu dato quartiere nel Louvre,themselves a burden to their protectors, con una pensione annua di mille scudi; Napoleone,think what course to pursue, primo console, la portò nel 1804 a seimila franchi. Negli ultimi anni della sua vita, il poeta perdette la vista; ma la ricuperò,pulled my blankets about me, in parte, per le cure del dottor Forlenze, onde il Cournand componeva la graziosa strofa seguente:
D’un nuage fatal tes yeux étaient voilés; Forlenze, par son art, te rendit la lumière. En des siècles plus reculés Ce qu’il fit pour Pindare, il l’eût fait pour Homère.
Ma del beneficio della luce il Lebrun godette per poco tempo, poichè morì nel mese di settembre dell’anno 1807. I critici contemporanei del Lebrun non lo stimavano inferiore al lirico Giambattista Rousseau, specialmente per le due Odi al Buffon, per l’Ode sopra il vasce
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